Le Radici del Presente

L’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato. Forse però non è meno vano affaticarsi a comprendere il passato, ove nulla si sappia del presente(…). Questa facoltà di apprendere ciò che vive: ecco la massima virtù dello storico. March Bloch, “Apologia della storia o mestiere di storico”, 1941.
 
La sezione Le Radici del Presente raccoglie i Progetti in Corso sulle testimonianze e sugli eventi che attraversano la Storia dell'uomo, attraverso viaggi, incontri, interviste, letture dai tempi antichi al quelli contemporanei.
Porre l'accento sul ruolo attivo degli studenti nell'apprendimento della storia vuol dire abituare ad un rapporto diretto e critico con le fonti primarie. Un'analisi critica delle fonti, seriamente guidata dal docente, permette all'allievo di crearsi una coscienza e una competenza propria, indipendente e attiva. Secondo lo storico Fernand Braudel, ad esempio, per formare dei cittadini coscienti, era utile spiegare la realtà delle forze profonde, specialmente economiche, che nella lunga durata governano l'evoluzione sociale. Questi due aspetti - il creare, tramite la critica storica, dei cittadini coscienti e lo studio dei fenomeni storici
- non devono però scontrarsi tra loro. Al contrario, essi devono agire in simbiosi.
 
GIANCARLO ROMAGNOLI
MOSTRA SU ANNA FRANK
IL GIORNO DELLA MEMORIA
DESAPARECIDOS
LIBERAZIONE DI BOLOGNA

 


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GIANCARLO ROMAGNOLI

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Giancarlo Romagnoli, giovane partigiano bolognese fucilato nel 1944, è stato ricordato in via Broccaindosso, ove è collocata una corona in suo onore, da una delegazione dell'ANPI, da docenti e studenti del liceo Laura Bassi.
La lapide che ricorda la morte del giovane partigiano bolognese fu affissa tanti anni fa e ogni 25 aprile si rinnova la cerimonia di sostituzione della corona d’alloro. Generazioni di studenti sono passati sotto la lapide e sotto la corona, forse chiedendosi il motivo di quel ricordo. E se qualcuno ha letto e ha fatto una ricerca, parte degli scopi della scuola è stato raggiunto.

Docente referente: Miriam Stagni

 

MOSTRA SU ANNA FRANK

anne_frank

E' un gran miracolo che io non abbia mai rinunciato a tutte le mie speranze perchè esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perchè continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della mostre, della miseria, della confusione. Anne Frank, Diario

Anne Frank: una vita attuale. Una mostra, in lingua italiana ed inglese, che racconta la storia della Shoah attraverso la prospettiva autobiografica di Anne Frank. Fotografie, molte delle quali inedite, immagini e citazioni tratte dal diario di Anne ricostruiscono gli eventi che portarono all’affermazione del nazionalismo e dell’antisemitismo in Germania.

Il Liceo Laura Bassi ospita la mostra itinerante su Anne Frank da novembre fino al 15 dicembre nel'ambiente Sant'Agostino della sede centrale. Alcuni studenti, in ottobre, sono andati in Austria, aderendo al progetto di peer education organizzato dalla Fondazione Anne Frank di Amsterdam e sponsorizzato dalla Regione Emilia Romagna.

Il 15 dicembre alle ore 14,45 a conclusione della Mostra “Anna Frank: una storia attuale” si tiene nell’aula Magna dell’Istituto un incontro su “Diritti umani e le tre religioni monoteiste”.
Ospiti e relatori:
Rav A. Sermoneta, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Bologna
Mons. S. Ottani. Vicario generale della Archidiocesi di Bologna e
Imam Y. Pisano. Responsabile per l’Emilia Romagna del CoReIs
Moderatore: L. Alessandrini. Direttore dell’Istituto Parri di Bologna
 
Al termine dell’incontro, è possibile visitare la Mostra con la guida degli studenti che hanno partecipato al progetto.

Locandina della mostra
Incontro conclusivo su "Ebraismo, Cristianesimo e Islam dialogano sui diritti umani"
Anne Frank: una vita attuale

IL GIORNO DELLA MEMORIA
 
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.
 
Vedrai che è bello vivere*
Chi s'aggrappa al nido
non sa che cos'è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all'alba il raggio del sole
illumina la terra
e l'erba scintilla di perle dorate,
quando l'aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere.
 
*La poesia riportata ha la data del 1941. L'autore è ignoto, ma ha lasciato un messaggio di fiducia nella vita, cantandone la bellezza.
Nel corso degli anni, nell'ambito delle ricorrenze del Giorno della Memoria, docenti e studenti del Liceo hanno elaborato diversi video-documentari delle iniziative svolte.
 
La violenza nella Risiera: Riccardo Goruppi. A.S. 2013-2014
Riccardo Goruppi, deportato campo di Leonberg nel 1944, è l'accompagnatore delle comitive che visitano Il Civico Museo della Risiera di San Sabba un luogo di conservazione della memoria, ove si espongono testimonianze tangibili e dirette della sofferenza e della tragedia umana.
 
 
 
Ciao Nella. A.S. 2012-2013
Uno spaccato della vita delle sorelle Baroncini deportate a Ravensbruck. Testimoninanza di Nella Baroncini.
 
 

DESAPARECIDOS
 
Ausencias. Si ritiene che, tra il 1976 e il 1983, in Argentina, sotto il regime della Giunta militare, siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali.L'espressione desaparecidos (letteralmente "scomparsi" in spagnolo), si riferisce alle persone che furono arrestate per motivi politici, o anche semplicemente accusate di avere compiuto attività "anti governative" dalla polizia dei regimi militari argentino, cileno e di altri paesi dell'America latina, e delle quali si persero in seguito le tracce. Tipico del fenomeno dei desaparecidos fu la segretezza con cui operarono le forze governative; gli arresti e i sequestri avvenivano spesso di notte e in genere senza testimoni, così come segreto rimaneva tutto ciò che seguiva all'arresto: le autorità non fornivano ai familiari la notizia degli avvenuti arresti e gli stessi capi di imputazione erano solitamente molto vaghi; della maggioranza dei desaparecidos non si seppe effettivamente mai nulla e solo dopo la caduta del regime militare e il ritorno alla democrazia, con la pubblicazione del rapporto Nunca más (mai più), che permise la ricostruzione di una parte degli avvenimenti e della sorte di un certo numero di "scomparsi", fu possibile conoscere che molti di loro furono detenuti in campi di concentramento e in centri di detenzione clandestini, torturati e infine assassinati segretamente, con l'occultamento delle salme in fosse comuni o gettati nell'Oceano Atlantico o nel Rio de la Plata con i cosiddetti voli della morte.
 
Madri di Plaza de Mayo (in spagnolo Asociación Madres de Plaza de Mayo) è una associazione formata dalle madri dei desaparecidos. L'associazione è dedita all'attivismo nel campo dei diritti civili. Il loro emblema, un fazzoletto bianco annodato sulla testa, è il loro simbolo di protesta che in origine era costituito dal primo pannolino, di tela, utilizzato per i loro figli neonati. Il loro nome è originato dal nome della celebre piazza di Buenos Aires, Plaza de Mayo, dove queste donne coraggiose si riunirono per la prima volta e da allora, ogni giovedì pomeriggio, esse si ritrovano nella piazza e la percorrono in senso circolare, attorno alla piramide che si trova al centro, per circa mezz'ora.

 
 

 
LIBERAZIONE DI BOLOGNA
 

"Dalle voci alle persone alla memoria: 70 anni dalla liberazione di Bologna" è il progetto delle classi 2B, 2I, con la colonna sonora della classe 2P Musicale. Gli allievi hanno realizzato un Documentario che è stato presentato nella Conferenza finale del 27 maggio 2015 nell'Aula Magna del Liceo. Partner del progetto sono stati il consolato Onorario della Repubblica Polacca, l'Istituto Parri e il Museo Memoriale della Libertà.

I parte: "Dalle voci alle persone alla memoria"

 
II parte: "Dalle voci alle persone alla memoria"
 
 
 

Nelle prime ore della mattina del 21 aprile 1945, le unità alleate del 2°Corpo Polacco dell’8a Armata Britannica, della Divisione USA 91a e 34a, i Gruppi di combattimento Legnano, Friuli e Folgore e della brigata partigiana “Maiella” entrarono a Bologna senza sparare un colpo. Infatti, nella notte precedente i tedeschi ed i fascisti, su ordine del generale Von Senger, avevano abbandonato la città. Più tardi nella mattinata arrivarono anche i bersaglieri del battaglione Goito che sfilarono percorrendo via Rizzoli mentre la folla, radunata ormai in centro, li acclamava.  Nel pomeriggio ebbero il permesso di entrare in città le Brigate partigiane Giustizia e Libertà di Montagna e 7a Modena. Gruppi di donne cominciarono a deporre fiori ed affiggere foto sul muro esterno del Comune in Piazza Nettuno poiché in quel luogo, chiamato dai fascisti “posto di ristoro dei partigiani”, furono fucilati molti resistenti. Nacque così, in maniera del tutto spontanea, il Sacrario dei partigiani.  (Antonio Sciolino)


Stampato dal sito web del Liceo Laura Bassi, Bologna, creato con BraDyCMS: http://bradypus.net